Anello da Malmantile verso la val di Pesa. Sentiero 744

Il piccolo borgo di Malmantile possiede uno degli esempi meglio conservati di cinta urbana medievale in Toscana. Fu essenzialmente un centro militare posto lungo la Via “Vecchia Pisana”, l’antica e importante strada che congiungeva Firenze a Pisa. Successivamente diventò centro abitato.

Una leggenda racconta l’episodio da cui prende il nome il paese. Nel IV° secolo, il vescovo di Milano Sant’Ambrogio, in viaggio verso il centro Italia, incontrò il vescovo di Firenze San Zanobi, presso una villa della zona.  I due vi restarono alcuni giorni, ma alla partenza Sant’Ambrogio non  soddisfatto dell’accoglienza ricevuta, inveì contro il proprietario della villa con le parole “Mala mantilia!”, cioè ‘cattiva tovaglia’ , per estensione luogo dove manca una buona accoglienza.

La cerchia muraria, che pare sia stata supervisionata da Filippo Brunelleschi, risale al 1400 ed è uno dei primi esempi di cinta munita di apparato difensivo sporgente. In seguito fu la tipologia più usata in Toscana. Le mura hanno la lunghezza di 125 per 70 metri e formano un rettangolo orientato con i lati più lunghi a nord-ovest e sud-est, al centro dei lati corti si aprono le due porte unite dall’unico asse viario, da nord-est a sud-ovest. Le due caratteristiche porte, ancora visibili, sono entrambe con arco a tutto sesto, tipiche del periodo.

Il percorso inizia dalla piazza Piave, nel centro di Malmantile (175 m) con fermata mezzi pubblici. Entrati sulla via vecchia Pisana, strada che attraversa il centro abitato, si volta a destra in discesa e si prosegue tra le abitazioni fino a via delle Macine, dove si volta a sinistra. Si continua fino a trovare a sinistra, una strada che costeggia un impianto industriale che lasciamo sulla destra. La strada diventa bianca e in discesa si raggiunge il fondo della piccola vallata. Si attraversa un piccolo ponte e si sale dalla parte opposta fino a immettersi su un’altra strada bianca, via di Gello, dove voltiamo a destra. La strada percorre un ampio crinale, dove si aprono grandi panorami. Si segue sempre la strada bianca fino a raggiungere un gruppo di abitazioni. Via di Gello continua a scendere verso destra, ma noi restiamo sulla sinistra e continuiamo rimanendo sul crinale. La strada ben tenuta termina nei pressi di un parcheggio, ma il percorso continua diventando strada poderale e poi sentiero vero e proprio. Si lasciano le coltivazioni con le olivete e i campi seminativi ed entriamo nel bosco a macchia mediterranea con querce, ginestre e lecci. Il fondo del sentiero è a ciottoli, testimoni di un lontano periodo geologico quando questa zona era il letto di un antico fiume, l’attuale Pesa. Si segue il sentiero che compie una svolta a sinistra e poi a destra. Attenzione a evitare le diverse tracce presenti.  Il sentiero arriva finalmente in fondo alla piccola valle, dove si trova il torrente Borro di Gello in cui confluisce il Borro del Lago. Il fondovalle è particolarmente ombroso e fresco d’estate, immerso com’è tra i lecci e la vegetazione spontanea. Si segue sempre il sentiero nel fondovalle lasciando alcune tracce sulla sinistra. Attraversiamo alcuni piccoli guadi e continuiamo immersi nel bosco. Il sentiero si trasforma in strada bianca poiché serve un’abitazione che lasciamo in alto a destra. Lungo la strada troviamo i paletti gialli del metanodotto. Dopo circa 300 metri dal bivio per l’abitazione, troviamo una traccia con segnavia che sale a destra. Continuando si raggiungerebbe la Strada SP 12 che collega Montelupo a Ginestra e Cerbaia. Prendiamo il sentiero che sale brevemente, poi la pendenza diminuisce e si resta a mezza costa sopra la valle della Pesa. I rumori della strada sottostante e della non lontana Superstrada FiPiLi, lentamente si attenuano e i suoni del bosco cominciano a prevalere. Sopra di noi le linee dell’alta tensione. Seguiamo ancora il sentiero e in corrispondenza di un impluvio, troviamo sulla destra un sentiero. Lasciamo il sentiero precedente che scende e voltiamo a destra, con una moderata salita si attraversa un’oliveta e si raggiunge poi una zona di macchia bassa e fitta, passando nuovamente sotto la linea elettrica dell’alta tensione. Seguiamo il sentiero con i segnavia bianco rossi attraversando una zona con vegetazione fitta, fino a raggiungere la sommità della collina dove la macchia cessa. Voltiamo a sinistra e per traccia che costeggia sulla destra una vigna, si raggiunge un piccolo gruppo di case con un agriturismo. Passiamo intorno girando a sinistra e seguiamo lungamente la strada bianca, via Gavignano, che si innesta su via di Piandaccoli in corrispondenza di un piccolo tabernacolo. Seguiamo la strada che dopo qualche centinaio di metri termina sulla via Vecchia Pisana. Un caratteristico tabernacolo azzurro segna il bivio. Voltiamo a destra e facendo attenzione al traffico, percorriamo la strada per circa un chilometro e mezzo raggiungendo la piazza Piave da dove siamo partiti facendo attenzione al traffico veicolare.