Il Pratomagno con le sue rocce di arenaria, è sempre stato caratterizzato dalla grande presenza dell’acqua che formano una miriade di ruscelli e torrenti. Questo breve percorso ricco di fascino, nel territorio di Loro Ciuffenna (AR), collega Gorgiti a Rocca Ricciarda passando lungo il torrente Ciuffenna all’ombra di grandi castagneti. É ideale per conoscere in modo diverso paesaggi montani, storia locale e punti panoramici, accompagnati dallo scorrere incessante dell’acqua.
Il percorso inizia dal borgo di Gorgiti posto a 640 m s.l.m. e risale il torrente Ciuffenna raggiungendo Rocca Ricciarda a 937 m d’altezza. I due borghi fanno parte delle frazioni montane di Loro Ciuffenna . Il percorso è lungo circa 2,9 km con 280 m di dislivello di salita gradevole con vari punti caratteristici e solo brevi tratti più ripidi. Si può percorrere in tranquillità in circa due ore. La vecchia mulattiera ciottolosa che costeggia il torrente su cui si cammina, racconta storie lontane, dalla transumanza alla macinatura delle castagne, alle carbonaie, ma racconta anche i segni dell’acqua che in caso piene impetuose sconvolgono tutto quanto incontra. Il percorso è immerso in antichi castagneti ed è caratterizzato dal costante scrocio delle limpide acque del torrente Ciuffenna che formano piscine naturali e cascatelle spesso frequentate durante l’estate. Nella valle sono presenti altri mulini segno dell’importanza dell’acqua per la vita locale. Il percorso nel passato era una dei passaggi della transumanza dal Casentino verso la Maremma.
Usciti dal borgo di Gorgiti passando accanto al vecchio mulino riconoscibile per la posizione e la grande vasca a monte oggi interrata, ad una curva di volta a destra sul sentiero 937 con segnaletica presente, e si percorre primo tratto su una mulattiera che costeggia il torrente che rimane sulla destra. Una tabella racconta le antiche storie della transumanza. Si continua in gradevole salita fino ad arrivare ad una zona più larga dove esisteva un antico mulino ad acqua. Oggi si nota solo a malapena la possibile posizione. Da qui il percorso diventa sentiero che si snoda fra gli alberi e le rocce affioranti. Si raggiunge una carbonaia dove è stata ricostruita una piccola carica di legno. Il terreno è riconoscibile in quanto ancora intriso di cenere di carbone. Era il luogo dove fatto il carbone di legna, materia essenziale per tutte le attività umane, dal riscaldamento alle varie lavorazioni industriali. Da notare che in genere tutte le carbonaie erano nei pressi di un passaggio dell’acqua che era necessaria per spengere le braci al termine del processo di formazione del carbone. Il torrente Ciuffenna ora scorre limpido tra pozze e cascatelle che in caso di freddo si trasformano in ricami di ghiaccio. Continuiamo sul sentiero e raggiungiamo un caratteristico passaggio in un punto stretto della valle. Il sentiero passa lungo il corso d’acqua mediante una piccola passerella. Attenzione se bagnato e in caso di ghiaccio. Riprendiamo il nostro cammino incontrando un’altra carbonaia e dopo avere superato un punto più ripido, raggiungiamo un bivio del sentiero in corrispondenza di un ponte e una panchina. A destra attraversando il ponte si raggiunge Rocca Ricciarda con una breve ma ripida salita. Noi invece continuiamo tenendo la sinistra lungo il nostro cammino dell’acqua che dopo poco raggiunge alcuni tavoli come luogo di sosta sotto la chioma di grandi castagni. Continuiamo ancora, e dopo aver attraversato un ponte, troviamo un altro luogo di sosta attrezzato, chiamato Africo, posto poco sotto la strada comunale che raggiunge Rocca Ricciarda. Ci sono tavoli e una fonte d’acqua. Il percorso finirebbe qui ma voltando a destra sulla strada con qualche centinaio di metri raggiungiamo il caratteristico paese di Rocca Ricciarda che domina la valle del Ciuffenna dove è fortemente consigliata la visita.
Il piccolo borgo medioevale di Rocca Ricciarda è dominato dal contrafforte del vecchio castello. Camminando nel silenzio tra le case in pietra si può immaginare la vita essenziale d’altri tempi. Una piccola bottega nei periodi di apertura può essere un punto di ristoro. Il rudere dell’antico castello che sovrasta il paese, oggi fa parte del Parco Archeologico della Rocca. Gli scavi condotti dall’Università di Firenze tra il 1997 e il 2004 hanno permesso il recupero parziale delle strutture, rendendo l’area visitabile tramite una scalinata in ferro. Infine, lungo la vecchia strada comunale, si può raggiungere il mulino di Rocca Ricciarda, edificio in pietra datato 1847, restaurato e funzionante, utilizzato anche per attività didattiche visitabile previo appuntamento presso l’Unione dei Comuni del Pratomagno https://www.unionepratomagno.it/ tel.055.917021. Qui il sentiero si innesta sul sentiero 921, permettendo di proseguire verso altri itinerari del Pratomagno oppure rientrare a Gorgiti.
| Lunghezza | Km 2,9 |
| Durata | ore 2,15 |
| Difficoltà | T/E |
| Dislivello | 280 mt |
| Come arrivare | Bus , auto |
| Categoria | I Cammini dell'Acqua |
| Zona | Valdarno |