Ritorniamo in montagna con la necessaria consapevolezza

Aggiornamento sulle modalità operative in ambiente

Firenze 19 maggio 2020

Aggiornamento operatività in ambiente del 6 giugno 2020

Dopo due mesi di restrizioni forti possiamo finalmente, seppur ancora con molte limitazioni, riprendere la nostra attività in montagna. Ma la situazione, non dimentichiamocelo mai, non è ancora tornata alla normalità, a quello a cui eravamo abituati prima di questa disastrosa pandemia. Anzi!

Probabilmente ci vorrà ancora parecchio tempo prima che si possa tornare a frequentare la montagna con le medesime modalità di prima.

Per maggior chiarezza proviamo a riassumere in punti ciò che è meglio tener presente in questo periodo.

  • La montagna è un ambiente meraviglioso, ma rimane pur sempre un ambiente potenzialmente pericoloso dove è necessaria un’adeguata preparazione fisica e psicologica. Dopo due mesi di quasi completa inattività è quindi necessario cominciare con escursioni alla portata della nostra preparazione. I tempi di percorrenza che registravamo mesi fa ora potrebbero allungarsi significativamente e la nostra tenuta fisica non sarà sicuramente la stessa. Quindi programmiamo gite brevi, su percorsi noti, calcolando bene l’impegno fisico e i tempi di percorrenza.
  • Probabilmente in questa primavera molte manutenzioni ai sentieri non sono state fatte quindi le condizioni in cui versano i tracciati di montagna non sono quelle che ci aspettiamo o a cui eravamo abituati. Motivo per cui sarà fondamentale muoverci con una cartina topografica al seguito, con il cellulare con batteria di riservaed eventualmente con strumento GPS dotato di cartografiaRimaniamo sui tracciati segnati e non insistiamo nel percorso qualora non trovassimo più i segnavia bianchi e rossi (se camminiamo da 10 minuti senza scorgere un segno bianco e rosso torniamo immediatamente sui nostri passi).
  • La normativa attuale impone di muoversi evitando gruppi molto numerosi. Questo costringe a una maggiore attenzione per il rispetto delle distanze.
  • Qualora si decidesse di muoversi da soli si suggerisce di lasciare scritto, su un foglio da riporre nel cassetto dell’auto, il luogo verso cui siamo diretti, il sentiero che intendiamo percorrere, l’orario di partenza e l’orario presunto di rientro. Queste informazioni, qualora non si riuscisse a rientrare autonomamente, serviranno a noi soccorritori per indirizzare le ricerche ed essere notevolmente più veloci. Meglio anche avvisare un parente o un conoscente circa le nostre intenzioni in modo da favorire una eventuale ricerca della nostra auto da parte delle forze dell’ordine. Inoltre se ci si muove da soli è molto consigliato installare sul proprio cellulare un’applicazione che ci consenta in modo rapido di stabilire le coordinate del punto dove ci troviamo. Noi suggeriamo l’applicazione GeoResqdel CAI che, una volta registratisi sul portale internet, permette di essere geo-localizzati in caso di necessità (se in copertura traffico dati) dal Soccorso Alpino.
  • Camminare in montagna con la mascherina, oltre ad essere difficile, non è nemmeno molto indicato.Però ricordiamoci di indossarla sempre qualora incrociassimo altre persone. La mascherina limita la trasmissione del virus e se tutti la indossiamo in maniera corretta ci permette di ridurre il rischio di contagio incrociando altri escursionisti sui sentieri di montagna. Quindi, fintanto che siamo soli o con dei familiari possiamo tenere la mascherina abbassata, pronti a sollevarla qualora incontrassimo qualcuno.
  • Ricordiamoci di mettere nello zaino dei guanti in lattice o nitrile puliti e del detergente igienizzante per le mani. Potremmo essere costretti a toccare oggetti che non sappiamo se siano contaminati o meno. Quindi, ogni qualvolta questo succedesse, ricordiamoci poi di disinfettare molto bene le nostre mani.
  • Cerchiamo di intraprendere, in questa fase di ripresa dell’attività, percorsi facili, noti, mai fuori sentiero. Qualora, malauguratamente, avessimo bisogno di soccorso, ricordiamo che il Soccorso Alpino in questo periodo, per proteggere i volontari stessi e i pazienti, deve adottare necessariamente una serie di procedure che ritardano anche di molto l’intervento. Soprattutto nel caso in cui dovessero muoversi le squadre a terra queste arriveranno sul posto con tempi molto più dilatati rispetto alla normalità, esponendo chi sta male ad ulteriori rischi. Anche il recupero stesso, a causa dei DPI che i volontari dovranno indossare, risulterà molto più complesso e lento. Quindi cerchiamo assolutamente di non metterci in situazioni a rischio.
  • Non mettiamoci nei guai! Potremmo pagarla molto cara. Inoltre, in questo periodo la montagna sarà presa quasi sicuramente d’assalto e, qualora si dovessero verificare più incidenti contemporaneamente, questo rallenterà ulteriormente tutti gli interventi.
  • La normativa vigente al momento non consente di valicare i confini regionali, . E questo vale anche sulle montagne. Nel pianificare una gita prestiamo anche questa attenzione. In caso di incidente e successivo recupero in zona fuori provincia le ripercussioni, anche legali, sull’infortunato potrebbero essere significative.
  • I rifugi stanno riaprendo. È necessario contattare preventivamente i gestori per conoscere le disponibilità e le precise modalità di fruizione.
  • I Bivacchi sono considerati non agibili se non per emergenza. Quindi non programmiamo le uscite prevedendo il pernottamento nei bivacchi. Non ci sono le garanzie di protezione contro il contagio.

A questo proposito, mentre si attende la pubblicazione del nuovo DPCM sulle riaperture delle attività economiche, la Commissione Rifugi del Club Alpino Italiano, ha elaborato il “Piano rifugio sicuro”.

Questo è il decalogo per frequentare i rifugi di montagna:

  1. Prenota il pernottamento in rifugio, quest’anno è obbligatorio;
  2. Prima di iniziare l’escursione, assicurati di essere in buona salute;
  3. Attendi all’esterno del rifugio le indicazioni del gestore;
  4. Consuma – meteo permettendo – bevande, caffè, torte e pasti veloci all’esterno del rifugio;
  5. Lascia il tuo zaino e la tua attrezzatura tecnica dove appositamente predisposto dal gestore;
  6. Assicurati di avere con te mascherina, guanti e igienizzante a base alcolica; utilizzali quando entri nel rifugio e comunque sempre quando non puoi rispettare la distanza di sicurezza;
  7. Porta con te il tuo sacco lenzuolo o il tuo sacco a pelo per pernottare al rifugio;
  8. Lavati spesso le mani ed utilizza i tuoi asciugamani personali;
  9. Ricorda che il gestore può sottoporti al controllo della temperatura e che, se superiore a 37,5°c, può vietarti l’ingresso al rifugio;
  10. Riporta i tuoi dispositivi individuali di protezione usati ed i tuoi rifiuti a valle.

Qui le indicazioni della sede centrale del CAI che la Sezione di Firenze ha adottato per le attività sociali in ambiente.

A breve i programmi.

Nell’augurarvi le più belle gite ed escursioni, vi salutiamo